CHE FINE HANNO FATTO LE BUSTE ARANCIONI?

Quali sono le informazioni che lo Stato NON ti fornisce?

Lo sapevi che i trentenni di oggi andranno in pensione a 75 anni?

Avere una disoccupazione mensile del 40% significa che i nostri giovani non riescono a versare i contributi subito mettendo a rischio il loro futuro previdenziale. 

La busta arancione inviata dall’Inps, ci ha messo  di fronte ad una dura realtà! Le pensioni saranno molto basse, questo grazie al nuovo sistema previdenziale. Ma come funziona?

Quando circa due milioni di persone batteranno cassa all’INPS a 66/67 anni, il picco di richiesta all’INPS potrebbe provocare un vero e proprio shock.

Molto dipenderà quindi dall’occupazione futura e dai versamenti dei lavoratori, visto che il sistema si basa su un patto generazionale. Io che lavoro oggi  pago la tua pensione. Tu, che lavorerai domani, pagherai la mia. 

Facciamo un po’ di chiarezza

Con il sistema contributivo, esistono tre fattori fondamentali che determineranno le pensioni future. Una previsione sbagliata – anche solo

su uno di questi fattori – potrebbe modificare la futura pensione persino del

30%.Non c’è nessun accumulo individuale vero, ma solo figurativo, vediamo perché……

1° elemento – I redditi futuri 

Se non saranno costanti e presenteranno dei buchi contributivi, la previsione potrebbe essere del tutto errata. 

Quali sono le cause?

La perdita del lavoro, ma anche una grave invalidità che non permetta di rientrare al lavoro.

2° elemento – Il PIL futuro

L’INPS fa le previsioni sulla base della crescita del PIL italiano all’1,5%. Infatti, i contributi versati vengono calcolati con la crescita media del PIL dell’ultimo quinquennio. Se pensiamo che l’Italia in questo momento è a crescita zero, possiamo pensare all’impatto che questa situazione avrà sulle future pensioni….. 

3° elemento – Tassi di conversione in rendita

Il montante dei contributi verrà trasformato in pensione annua con un coefficiente di trasformazione. Questo coefficiente continua ad abbassarsi purtroppo, perché è legato alle aspettative di vita.

I coefficienti futuri aumenteranno o diminuiranno? La risposta è ovvia. Diminuiranno ancora. In che misura? Lo sapremo con le prossime riforme.

Una giusta analisi

Per un’analisi previdenziale approfondita occorrono alcuni dati consolidati da richiedere all’Inps:

  1. Quanti contributi hai versato fino ad oggi?
  2. Quanto si sono rivalutati?
  3. Qual è la pensione di invalidità maturata ad oggi?
  4. Qual è la pensione di inabilità maturata ad oggi?
  5. Qual è la pensione ai superstiti maturata ad oggi?

Dai dati ottenuti è facile comprendere che esiste il rischio di ritrovarti in

futuro con una pensione che non ti permetterà di mantenere lo stile di vita che stai conducendo oggi. 

Cosa fare?

Richiedere una consulenza assicurativa mirata ad analizzare la propria posizione previdenziale e valutare soluzioni adeguate e personalizzate.

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