Guidare un veicolo può causare danni ad altri. Ma come avviene il risarcimento? Vediamo nel dettaglio alcuni casi.

Incidente con veicolo straniero

Nel caso in questione la legge stabilisce una procedura semplificata: la richiesta di risarcimento dev’essere presentata all’Ufficio Centrale Italiano, più conosciuto semplicemente come U.C.I. , incaricato di gestire la procedura di liquidazione. L’ U.C.I. provvederà alla liquidazione a seguito di una apposita procedura tramite una Compagnia italiana appositamente incaricata della trattazione del sinistro. Il buon esito della richiesta, ovviamente, è subordinato alla circostanza per la quale il richiedente non abbia causato l’incidente con torto

L’intervento dell’Ufficio Centrale Italiano

L’Ufficio Centrale Italiano è l’ente al quale la legge affida la gestione dei sinistri che coinvolgono veicoli immatricolati all’estero all’interno del sistema della Carta Verde (il certificato internazionale di assicurazione che consente ad un veicolo di entrare e circolare in un Paese estero essendo in regola con l’obbligo dell’assicurazione RCA obbligatoria nel Paese visitato).
La richiesta di risarcimento deve essere inviata:

La procedura di risarcimento

Una volta ricevuta la richiesta di risarcimento l’U.C.I. provvederà ad incaricare della trattazione della procedura di liquidazione una Compagnia Assicuratrice italiana incaricata di occuparsi delle questioni risarcitorie relative ai veicoli assicurati dalla corrispondente Compagnia che assicura il mezzo immatricolato all’estero.
Nel caso in cui il mezzo sia regolarmente coperto procede alla gestione del sinistro.

Se invece la Compagnia incaricata della gestione del sinistro accerta che il mezzo straniero non era assicurato oppure che la garanzia non era operativa (ad esempio perché sospesa a seguito del mancato pagamento del premio), si limita a restituire gli atti all’U.C.I. e il danneggiato dovrà rivolgersi al Fondo di Garanzia per la Vittime della Strada

Incidente con più veicoli

In questa ipotesi non opera il sistema dell’indennizzo diretto e occorre richiedere il risarcimento all’impresa assicuratrice del veicolo responsabile del sinistro.

Infatti nell’ ipotesi in cui un incidente stradale abbia coinvolto più veicoli non può trovare applicazione la procedura di risarcimento diretto.
L’ipotesi più frequente di questo tipo di sinistri è rappresentata dal c.d. tamponamento a catena nel quale più veicoli incolonnati vanno a collidere l’uno contro l’altro a seguito della forza d’urto impressa dall’ultimo mezzo della colonna.
Il danneggiato è tenuto a richiedere il risarcimento al conducente del mezzo responsabile del sinistro (nell’esempio richiamato si tratterà del conducente dell’ultimo mezzo della colonna) e alla Compagnia assicuratrice del mezzo in questione. 

La richiesta di risarcimento e la procedura di liquidazione

Il danneggiato deve richiedere il risarcimento dei danni subiti (fisici, patrimoniali e non patrimoniali) inviando una lettera raccomandata:

In ogni caso è sempre opportuno specificare:

Come abbiamo visto non opera in questo caso il sistema dell’indennizzo diretto ma la procedura di risarcimento è quella disciplinata dall’art. 148 del Codice delle Assicurazioni Private.

Il danno al trasportato

La legge prevede una disciplina specifica che regola l’ipotesi in cui il trasportato riporti dei danni in occasione di un sinistro stradale. Il risarcimento va richiesto alla Compagnia assicuratrice che assicura il veicolo che il danneggiato occupava utilizzando la procedura prevista in caso di indennizzo diretto.

Nel caso di sinistro stradale può accadere che il c.d. trasportato, cioè il soggetto che è a bordo di uno dei mezzi coinvolti nell’incidente e che non è alla guida, riporti delle lesioni o comunque dei danni a cose di sua proprietà. In questo caso la legge (art. 141 del Codice delle Assicurazioni Private – D.Lgs.  n. 209/2005) prevede una disciplina di favore per consentire al danneggiato di ottenere nel modo più veloce possibile il risarcimento del danno. 

A chi richiedere il risarcimento

Il terzo trasportato deve richiedere il risarcimento del danno direttamente alla Compagnia Assicuratrice che assicura il mezzo sul quale era a bordo al momento del sinistro, anche nel caso in cui l’incidente si sia verificato per colpa esclusiva del conducente di quel mezzo.

La legge impone al danneggiato una procedura di risarcimento identica a quella prevista in caso di indennizzo diretto dall’art. 148 del Codice delle Assicurazioni private.
In altre parole il danneggiato deve inviare, tramite lettera raccomandata, una richiesta di risarcimento che deve contenere una serie di dati necessari per consentire alla Compagnia di effettuare un’offerta. 

La richiesta deve infatti specificare:

Entro 90 giorni dal ricevimento della documentazione la Compagnia assicuratrice è obbligata a

Il termine è ridotto a 60 giorni nel caso in cui il danneggiato abbia subito solo danni a cose.

Il danno al pedone

Una situazione purtroppo molto frequente è quella che vede un pedone coinvolto in un sinistro stradale in quanto urtato o travolto da un automezzo. In questa situazione normalmente per il conducente dell’automezzo è molto difficile dimostrare di essere esente da colpe e per questo motivo la responsabilità per i sinistri viene sostanzialmente sempre addossata al conducente. Il danneggiato dovrà quindi richiedere il risarcimento del danno al conducente e alla Compagnia assicuratrice del mezzo. Vi sono però alcune situazioni in cui il risarcimento al pedone può essere diminuito perché si ritiene che il suo comportamento imprudente abbia contribuito al verificarsi dell’incidente.

Il sinistro che coinvolge un pedone è un caso molto frequente di incidente stradale che – per espressa disposizione di legge – sfugge all’applicazione del sistema del c.d. indennizzo diretto o risarcimento diretto.
In queste situazioni il conducente del mezzo deve dimostrare di avere fatto tutto il possibile per evitare l’investimento secondo la regola stabilita dall’art. 2054 del codice. In considerazione dell’estrema difficoltà di fornire questa prova in linea di massima la responsabilità del sinistro viene quasi sempre addebitata al conducente del veicolo.

Come comportarsi nell’immediatezza

Il pedone che venga a trovarsi investito da un automezzo normalmente subisce delle lesioni fisiche, più o meno importanti a seconda della velocità del veicolo, del suo peso ecc.
In questo caso il danneggiato deve immediatamente fare intervenire dei sanitari per la somministrazione delle prime cure oppure recarsi immediatamente presso la più vicina unità di pronto soccorso per farsi repertare e per svolgere i primi accertamenti strumentali.
Sul posto è sempre opportuno individuare dei testimoni del fatto che possano successivamente riportare la dinamica dell’incidente e questo anche a prescindere dal fatto che il conducente del mezzo ammetta verbalmente la propria responsabilità. Inoltre, se possibile, è consigliabile fare intervenire sul posto delle autorità di pubblica sicurezza affinché predispongano un verbale sull’accaduto.
Ovviamente è necessario richiedere e ottenere dal conducente tutti i dati del mezzo, della Compagnia assicuratrice e i suoi riferimenti personali che, in caso di intervento delle Autorità, verranno inseriti nel verbale. 

La richiesta di risarcimento e la procedura di liquidazione

Il pedone danneggiato deve richiedere il risarcimento dei danni subiti (fisici, patrimoniali e non patrimoniali) inviando una lettera raccomandata:

La richiesta di risarcimento danni deve indicare:

In ogni caso è sempre opportuno specificare

Come abbiamo visto non opera in questo caso il sistema dell’indennizzo diretto, ma la procedura di risarcimento è quella disciplinata dall’art. 148 del Codice delle Assicurazioni Private.

Infatti, una volta ricevuta la richiesta di risarcimento la Compagnia apre il sinistro e ne da comunicazione al danneggiato inviandogli una comunicazione che contiene i riferimenti della pratica (numero di sinistro, ufficio che provvede alla trattazione, recapiti telefonici e orari nei quali è possibile contattare il liquidatore).
Entro 90 giorni dal ricevimento della documentazione la Compagnia assicuratrice è obbligata a:

Il termine è ridotto a 60 giorni nel caso in cui il danneggiato abbia subito solo danni a cose

Il concorso di colpa del pedone

Le norme di legge impongono al conducente di provare di avere fatto tutto il possibile per evitare l’impatto lasciano poco spazio per dimostrare l’assenza di responsabilità.
Tuttavia ci sono numerosi casi in cui si può ipotizzare che anche il comportamento del pedone abbia contribuito al verificarsi dell’incidente. Si parla in questo caso di concorso di colpa del pedone.
Tra i più noti si possono ricordare le ipotesi in cui il pedone:

Se il conducente riesce a dimostrare che il pedone non si è attenuto alle regole stabilite dal Codice della Strada può ottenere una riduzione del risarcimento del danno in proporzione all’incidenza che il comportamento del danneggiato ha avuto nel verificarsi dell’impatto. Va però detto che la condotta del pedone non sempre ha una incidenza reale nella dinamica del fatto anche quando viene dimostrata una sua teorica colpa.

L’indennizzo diretto

L’indennizzo diretto (o risarcimento diretto) è una speciale procedura di liquidazione dei danni che derivano da un sinistro stradale introdotta dal Codice delle Assicurazioni private (D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209) che può essere attivata solo in presenza di determinate condizioni e che consente al danneggiato di richiedere il risarcimento direttamente presso la propria Compagnia assicuratrice secondo un meccanismo che garantisce un risarcimento in tempi  ristretti. Il risarcimento diretto è comunque una procedura facoltativa per il danneggiato.

La procedura è stata introdotta dal Codice delle Assicurazioni Private e può essere attivata, in presenza di determinate condizioni, mediante l’invio di una richiesta di risarcimento alla propria Compagnia assicuratrice specificando una serie di informazioni necessarie per consentire la gestione del sinistro. 

Quando si applica?

La procedura di risarcimento diretto si applica tendenzialmente a tutti i sinistri stradali tra due veicoli ad eccezione di quelli che coinvolgono:

Inoltre la procedura di indennizzo diretto non può essere attivata quando:

La richiesta di risarcimento

In tutti i casi in cui non sia applicabile l’indennizzo diretto, il risarcimento deve essere richiesto nei confronti della Compagnia che compre la r.c.a. del responsabile, utilizzando l’iter risarcitorio ordinario previsto dall’art. 148 Cod. Ass.ni.

Gli obiettivi che ci si è posti con l’introduzione di questa procedura sono di fatto due:

Per questi motivi la richiesta di risarcimento dei danni deve contenere una serie di informazioni necessarie per definire la pratica rapidamente.
La richiesta deve, infatti, specificare:

La richiesta va inviata a mezzo lettera raccomandata alla propria Compagnia assicuratrice, ma è sempre opportuno inviare la stessa richiesta anche alla Compagnia assicuratrice del mezzo danneggiante.

La procedura di risarcimento 

Una volta ricevuta la richiesta di risarcimento la Compagnia apre il sinistro e ne da comunicazione al danneggiato inviandogli una comunicazione che contiene i riferimenti della pratica (numero di sinistro, ufficio che provvede alla trattazione, recapiti telefonici e orari nei quali è possibile contattare il liquidatore).
Entro 90 giorni dal ricevimento della documentazione la Compagnia assicuratrice è obbligata a

Il termine è ridotto a 60 giorni nel caso in cui il danneggiato abbia subito solo danni a cose

Facoltatività dell’indennizzo diretto 

Quando l’indennizzo diretto fu introdotto assieme al Codice delle Assicurazioni, l’interpretazione delle regole che disciplinavano la facoltà del danneggiato di rivolgersi al Giudice non era chiara.
In particolare aveva suscitato molte perplessità l’art. 149 del Codice delle Assicurazioni nella parte in cui stabiliva che il danneggiato potesse proporre l’azione diretta di risarcimento “nei soli confronti della propria impresa di assicurazione”.
La norma è stata successivamente sottoposta alla Corte Costituzionale che con la sentenza n. 180 del 2009 ha stabilito che l’azione diretta (di cui all’art. 149 del Codice delle Assicurazioni) è solo una facoltà per il danneggiato il quale può sempre proporre l’azione ordinaria nei confronti del responsabile del sinistro, quindi chiamando davanti al Giudice (una volta tentata la procedura di negoziazione assistita) il danneggiante e la Compagnia Assicuratrice di quest’ultimo.
Proprio per questo motivo, se si prevede di non utilizzare lo strumento dell’azione diretta, è sempre opportuno mettere anche la Compagnia del danneggiante nelle condizioni di poter trattare il sinistro inviando la richiesta di risarcimento anche a quest’ultima.

Incidente con veicolo non assicurato o non identificato

La legge stabilisce che ogni automezzo circolante debba essere obbligatoriamente assicurato affinché, in caso di incidente, il danneggiato sia messo nelle condizioni di ottenere il giusto risarcimento. Proprio per garantire ciò è stato istituito il Fondo di garanzia per le vittime della strada (D.Lgs. n. 209 del 2005 ), che ha il compito di intervenire tutte le volte che in un incidente stradale viene coinvolto un mezzo non assicurato oppure un mezzo che non viene identificato. Il fondo agisce per mezzo di Compagnie assicuratrici c.d. designate che cambiano a seconda della regione nella quale è avvenuto il sinistro.

Limiti all’intervento del Fondo di garanzia

Il Fondo di garanzia per le vittime della strada interviene, in particolare, nelle ipotesi in cui l’incidente sia stato causato da un veicolo:

  1. non identificato: in questo caso vengono risarciti solo i danni alla persona 
  2. non assicurato: in questo caso vengono risarciti sia i danni alle cose che i danni alla persona;
  3. assicurato presso una Compagnia che al momento del sinistro si trova in uno stato di liquidazione coatta (o che successivamente venga a trovarsi in questa condizione): in questo caso vengono risarciti sia i danni alle cose che i danni alla persona;
  4. messo in circolazione contro la volontà del proprietario: in questo caso vengono risarciti i danni alla persona e alle cose subiti dai terzi trasportati o dalle persone trasportate contro la loro volontà oppure dalle persone che sono inconsapevoli della circolazione illegale del mezzo.

La richiesta di risarcimento

Il Fondo di Garanzia per le vittime della strada si attiva su richiesta del danneggiato che lamenti dei danni subiti nell’ambito di un sinistro che ha coinvolto un mezzo non identificato oppure non assicurato.
La richiesta di risarcimento deve essere inviata alla Compagnia Assicuratrice che gestisce la procedura all’interno della regione nella quale è avvenuto il sinistro..
Una copia della richiesta va inviata anche alla Consap nella sua qualità di gestore del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.
Per consentire al Fondo di gestire il sinistro la richiesta deve specificare:

Nel caso in cui la richiesta riguardi solo il risarcimento di danni a cose (si tratta generalmente dei c.d. danni materiali al veicolo) occorre specificare:

Nel caso in cui, invece, venga richiesto anche il risarcimento dei danni fisici (e più in generale dei danni non patrimoniali) occorre specificare:

Nel caso in cui, invece, il mezzo danneggiante sia assicurato presso una Compagnia assicuratrice in liquidazione coatta amministrativa occorre inviare al Commissario liquidatore un’analoga richiesta.

La procedura di risarcimento

Una volta ricevuta la richiesta di risarcimento la Compagnia designata verificherà se effettivamente il mezzo che ha causato l’incidente non era coperto da alcuna assicurazione oppure se non risulta identificato.
A questo punto, se la richiesta rientra tra quelle che il Fondo può prendere in carico, si avvia la procedura di risarcimento come se il mezzo che ha causato il danno fosse assicurato dalla Compagnia designata.
Entro 60 giorni dal ricevimento della documentazione la Compagnia designata è obbligata 

Incidenti causati da buche e cattiva manutenzione delle strade

Un fenomeno diffuso è quello dei sinistri causati dalla cattiva manutenzione delle strade e dei marciapiedi. In questi casi è possibile richiedere il risarcimento del danno all’Ente proprietario del tratto di strada in questione. La richiesta presuppone la prova della dinamica del fatto e dell’esistenza di un rapporto di custodia tra l’Ente e la strada. La richiesta va effettuata a mezzo lettera raccomandata entro cinque anni dal fatto.


In questi casi viene in rilievo l’obbligo dell’Ente proprietario della strada di curare la manutenzione così come dispone l’art. 14 del Codice della Strada (D.Lgs n. 285 del 1992).
Si apre quindi la possibilità di chiedere il risarcimento del danno all’Ente proprietario (ComuneProvincia, ecc.) 

Perché l’Ente sia tenuto al risarcimento devono sussistere alcuni requisiti:

  1. il c.d. rapporto di custodia tra l’ente e la strada: in altre parole occorre verificare se, per la collocazione del tratto stradale, l’Ente proprietario aveva un effettivo potere di controllare il bene e quindi di percepire le sue condizioni e di eliminare quel determinato pericolo che si è poi tramutato in un danno reale per l’utente/cittadino;
  2. un rapporto di causa-effetto tra l’anomalia della strada e il danno.
     

Come richiedere il risarcimento del danno

Per ottenere un risarcimento del danno è necessario dimostrare le circostanze concrete nelle quali il sinistro è avvenuto.
E’ quindi necessario, immediatamente dopo il sinistro, fare intervenire le Autorità di Pubblica Sicurezza (Polizia MunicipalePolizia di Stato ecc.) perché redigano un verbale che riporti le condizioni del tratto di strada percorso.
Inoltre è sempre opportuno, se vi è la possibilità, scattare delle fotografie del posto e delle condizioni del mezzo, nonché recuperare immediatamente i nominativi di tutti i testimoni che hanno assistito all’incidente.
Se vi sono stati solo dei danni materiali al veicolo occorre predisporre un preventivo per le riparazioni.
Se dal fatto sono derivati dei danni fisici (si pensi all’ipotesi del pedone che inciampa in una spaccatura nel terreno) è necessario recarsi nel più vicino Pronto Soccorso per le diagnosi e per la certificazione del tipo di lesioni subite.
Eventualmente – in un secondo momento e terminate le cure – questa documentazione potrà essere integrata con le valutazioni del medico legale.

Una volta raccolti questi elementi occorre individuare l’ente proprietario della strada ed inviare alla sua sede legale una richiesta di risarcimento dei danni specificando:

Normalmente l’Ente proprietario delega alla gestione del sinistro la Compagnia Assicuratrice con la quale ha stipulato un contratto di assicurazione.
In questo caso però (a differenza di quanto accade nel caso di sinistri tra veicoli) il destinatario della richiesta di risarcimento è sempre l’Ente proprietario e in ipotesi di vertenza giudiziale soltanto quest’ultimo dovrà essere chiamato davanti al Giudice per il processo.
La richiesta di risarcimento va presentata a mezzo lettera raccomandata nel termine ultimo di cinque anni dal fatto.

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