Invalidità… e sostegno economico

Chi ha un incidente sul lavoro o durante il tempo libero e riporta un’invalidità che non gli consente più di lavorare, ha il supporto necessario dagli enti pubblici per mantenere lo stesso tenore di vita?

Spesso ci si sente tutelati pensando che l’Inps e l’Inail intervengano in modo esaustivo a risolvere i propri problemi di sussistenza economica. 

Facciamo un po’ di chiarezza

1.Quali coperture vengono riconosciute dall’Inps?  

a. L’assegno ordinario di Invalidità, comunemente chiamato pensione di Invalidità, è una prestazione economica, erogata dall’Inps su domanda, per chi presenta una percentuale d’invalidità permanente dal 66% al 99%. Quindi un soggetto infortunato con un’invalidità riconosciuta al 28% per es., non ha diritto ad alcun indennizzo.

Oltre al requisito della percentuale di invalidità, per ottenere l’indennizzo è indispensabile aver versato almeno 5 anni di contributi previdenziali, di cui 3 nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda.

Di non secondaria importanza  l’aspetto della reversibilità in caso di decesso: l’assegno di invalidità non è reversibile ai superstiti aventi diritto.

L’assegno ordinario di invalidità è riconosciuto per un periodo massimo di tre anni ed è rinnovabile a domanda e a seguito di conferma dello stato invalidante. 

L’invalidità al 100%

b. Per chi è invalido totale (100%), Il supporto garantito dall’Inps è la pensione di inabilità. È una prestazione economica, erogata su domanda, in favore dei lavoratori per i quali viene accertata l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

Oltre al requisito della percentuale di invalidità, per ottenere l’indennizzo è indispensabile aver versato almeno 5 anni di contributi previdenziali, di cui 3 nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda ed inoltre è requisito indispensabile interrompere qualsiasi attività lavorativa.

Calcolo delle prestazioni

Per il calcolo dell’importo delle due prestazioni, in entrambi i casi, si parte dal montante contributivo, ovvero quanto il lavoratore ha versato nel corso degli anni. Occorre però fare una distinzione tra pensione di inabilità (100%) e pensione di invalidità (66%-99%). 

Nel primo caso l’Inps riconosce un bonus per tutti gli anni non versati dalla data di decorrenza della pensione al compimento dell’età pensionabile. 

Nel secondo caso l’Inps applicherà i coefficienti di conversione sui contributi realmente versati, penalizzando in questo modo coloro che hanno avuto una storia lavorativa discontinua e con buchi contributivi.

2. Quali coperture vengono riconosciute dall’ Inail?  

Chi resta vittima di un infortunio sul lavoro o è affetto da una malattia che proprio nel posto di lavoro ha la sua causa, ha diritto alla “pensione Inail”.

Ma chi la percepisce e a quanto ammonta ?

Fondamentale è la percentuale di invalidità che nel caso in cui risulti inferiore al 6%, l’ Inail non riconosce nulla. E statisticamente 1/3 degli infortuni rientra in questa fascia.

a. Se la percentuale rientra tra il 6% e il 16% escluso, l’ Inail riconosce un assegno  una tantum, in base al tipo di infortunio e all’età dell’infortunato (vedi tabella INAIL). Una volta percepita la somma dovuta, l’Inail non verserà più nulla.

b. Dal 16% al 100%  l’ Inail riconosce una rendita vitalizia che sarà calcolata tenendo conto della percentuale d’invalidità  e del reddito percepito fino al momento dell’accertamento dell’invalidità, quantificando il reddito da un minimo di 14.600 a un massimo di 27.000 euro.

Formule integrative

Alla luce di quanto evidenziato, resta da chiedersi se quanto riconosciuto dall’Inps e dall’ Inail, sia sufficiente ad assicurare una vita dignitosa o se invece fosse il caso di valutare formule assicurative integrative a sostegno.  

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